| recensione:
Dodici racconti, dodici storie autonome, lontane fra loro nel tempo e nello spazio. Eppure c’è una sorta di filo rosso, un brivido unitario che attraversa le pagine di questo volume. Come se le storie narrate non fossero altro che gli sviluppi possibili di un’unica idea, di una vicenda essenziale e universale. Pier Francesco Angelini, avvocato e docente, si è avvicinato alla scrittura narrativa con semplicità e umiltà di approccio, perseguendo una linea fatta di chiarezza espressiva e una profondità di temi toccati. In ognuno di questi racconti, come in una formula che si ripete – non pe via matematica, ma per contagio emozionale – compaiono i paradigmi fondamentali dell’esistenza di ogni uomo: nascita, amore e morte, ovvero gioia, passione e dolore. Quello di Angelini è un grido sommesso e ostinato, una rivendicazione fatta di rabbia e di dolcezza. Rivendica il primato dei sentimenti, dei desideri, della fantasia. Afferma che la forza della vita è suprema, incoercibile, impossibile da piegare o strumentalizzare. Al di là delle proprie convinzioni, e della propria condizione. |
| Commento:
Impressiona scoprire in questa pagine avventurose, piane, da consigliare anche ai figli e agli amici, la perla preziosa. C’è in ognuno dei dodici racconti. L’idea forzata è qualcosa di più di un’idea: è una testimonianza che tracima dalle storie, ed è che la realtà è positiva. (dalla prefazione) |